Novità novità , Linden Labs annuncia (via Robin Linden): abbiamo finalmente introdotto il già annunciato sistema per la verifica dell’identità degli avatar su Second Life. In altre parole, ogni avatar potrà essere collegato all’identità reale di una persona, attraverso un sistema di verifica che passa attraverso l’utilizzo di documenti quali il social security number (per gli States) o altri documenti di identità . Le caratteristiche essenziali di questo sistema sono:
- la verifica è volontaria
- si possono verificare nome, cognome, età , residenza, e/o sesso
- si possono verificare solo parte dei dati
- la verifica dell’età permette di entrare nei territori marchiati “Restricted”
- per un primo periodo sarà gratuita, successivamente avrà un costo a carico dell’utente
Il tutto è affidato ad un’azienda terza, che ha realizzato il sistema di verifica e si occupa di tutto il processo. L’alzata di scudi è stata incredibile: persone che si stracciano le vesti annunciando cataclismi e disastri, un intero movimento contro Linden Labs che spera in un esodo di massa dal metaverso, con direzione altri lidi virtuali che qualcuno già definisce “better and better“. il tutto nel solito clima di isteria generale che si crea quando una regola viene aggiunta. Eppure, per chi su Second Life investe soldi e tempo, a me sembra una buona notizia. La ragione principale è che sono convinto che un sistema fatto in questo modo aumenti il livello generale di affidabilità delle transazioni. Come conseguenza, più persone utilizzeranno lo strumento di verifica, più persone saranno incoraggiate ad investire risorse in Second Life. Per quel che riguarda la tanto discussa verifica dell’età , invece, il problema è ancora più semplice: se gli utenti non verificheranno la loro età , le speranze che chi produce contenuti e gestisce land su Second Life li marchi come “Restricted” rimarranno basse. E chiaramente, viceversa.
Ottime risorse sul tema sono: Benjamin Duranske su Virtually Blind (e i 38 commenti, con particolare attenzione a quelli di Lem Skall e Ashcroft Burnham); Draxtor Despres, giornalista dalle mille risorse, ha realizzato un video molto interessante, che riassume in modo chiaro la vicenda (per il quale ho anche rilasciato una piccola intervista).