E’ stata una giornata elettrizzante, partita la mattina con gli ultimi ritocchi alle presentazioni, per culminare con le prove tecniche del pomeriggio prima dell’evento, quando il panico saliva e tutto doveva, per forza, essere perfetto. I ragazzi di Prossima Isola sono stati i primi ad arrivare, allertati dall’organizzazione perché il video contenuto nella presentazione non performava come doveva. Sunnyvale – Palo Alto in tempo di record, e soluzione trovata. Phhhhew!
Che comincino i giochi: le oltre 150 persone attese entrano nella hall del Packard Building a Stanford, di cui siamo onoratissimi ospiti, i bicchieri si riempiono, i biglietti da visita vengono scambiati a velocità supersonica, e l’aria si scalda. Gli imprenditori indossano un adesivo che dice “I’m a talent”. Come dire, tanto per essere chiari. Primi sul palco, Marco Marinucci, che introduce l’evento, il nostro console a San Francisco (viva l’Italia!) e il keynote / caso studio su Israele e il modello di successo che sono riusciti a creare lì negli ultimi 30 anni, dall’istituzione dei fondi pubblici per l’imprenditoria all’avvento del venture capital.
Durante il panel, le cose da appuntare erano tante, ma così tante, che ho pensato di farlo in tempo reale, via Twitter
Il tutto mentre noi, che sapevamo di essere i prossimi, attendevamo in trepida attesa il nostro turno. Ed eccoci: primi a presentare, i ragazzi di Prossima Isola, e il loro prodotto WhereIsNow. Il panel è prestigioso e di valore, e le domande toste non si fanno attendere, ma Marcello ha una risposta per tutto. Applauso, next. E’ la volta di VR Media: Franco racconta del loro progetto, nato come spin-off di una ricerca dell’Istituto Sant’Anna di Pisa, uno dei nostri orgogli nazionali. VR Media è non solo un progetto, ma un prodotto, con 3 grossi clienti e richieste di nuove installazioni del loro sistema di realtà aumentata per svolgere riparazioni complesse in remoto. Alle domande sul ROI, non solo risponde, ma sorprende con un calcolo molto preciso e dettagliato. Impressive! Ed eccoci a Echolight, il progetto tra tutti più complesso e ambizioso: macchinari biomedicali per la diagnosi precoce dell’osteoporosi usando ultrasuoni, e non le invasive radiazioni, e non solo: tagliando anche i costi di processo e macchinari di quasi 5 volte. Il progetto viene presentato in modo completo ed esaustivo, ma la mancanza di un prodotto, secondo il panel, pone un grosso punto di domanda sulle prospettive di business. Dopo Matteo, ecco Umberto e Fluidmesh, azienda che si occupa di videosorveglianza wireless. Li stende tutti annunciando di essere fornitore dell’esercito americano in Afghanistan (colpo di scena per tutti, e il pubblico mormora), ma la trasparenza finale, quando annuncia della volontà (pur legittima e più che comprensibile) di una early exit scoraggia un po’ un panel composto principalmente di investitori, che vogliono moltiplicatori a doppia cifra.
E poi, tocca a TripShake, e a me: il logo del nostro progetto appare sullo schermo, microfono in mano, e via! 5 minuti + 3 di domande serrate, alle quali lancio risposte il più possibile precise. Nel feedback mi ci ritrovo completamente: sono tutte le questioni aperte che abbiamo individuato anche noi, in particolare contenuti e traction. Cosa cerchiamo per il futuro di TripShake? Parternship industriale. And a round of applause for TripShake!
A questo punto, la giuria deve ritirarsi per deliberare: e così, si mangia. Networking e cibo italiano (catering locale di italiani appena arrivati, gusto italiano doc) a condire i minuti prima della proclamazione. E così veniamo a contatto con personalità del mondo imprenditoriale californiano e, soprattutto, italiani emigrati in Silicon Valley recentemente o da parecchio tempo. E’ incredibile vedere quanti italiani abbiano giocato ruoli importantissimi nella vita imprenditoriale della Silicon Valley, senza che si sappia. Sono i pionieri, quelli che il bridge se lo sono costruiti da soli ed è ancora oggi molto solido. Chapeau, davvero, e soprattutto grazie, perché di role model italiani, nel nostro settore, non ne conosciamo tanti.
E parlando di conoscenza, che ne dite di conoscere il vincitore? Fabrizio Capobianco (Funanbol), a capo della giuria, ha la busta. E l’annuncio arriva: VR Media, congratulazioni! Non si conoscono le quotazioni dei broker, ma i complimenti, quelli li abbiamo visti forti e chiari. Le foto di rito ci vedono addobati con una splendida maglietta confezionata dall’organizzazione, che recita: “I presented in Silicon Valley and… survived!”
Franco, con Francesco Inguscio, che si è occupato della parte finanziaria dell’impresa, insieme a tutti noi, ricevono un titolo importante: espressione del meglio dell’innovazione tecnologica in Italia.
Le cinque start-up di Mind The Bridge sono state presentate in USA, in Silicon Valley e presto a New York, come quanto di meglio offre il nostro ecosistema imprenditoriale nel campo dell’innovazione tecnologica. E faremo del nostro meglio per continuare a meritarci questo titolo












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[...] hanno fatto incontri interessanti e si sono confrontanti con un ambiente di gran livello – qui il suo resoconto. Entusiasti sembrano anche Marcello Orizi e Daniele Idini di Where Is Now, che lo raccontano qui. [...]