Il design a Milano: intervista (prima parte)

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una richiesta di intervista dall’Università di Eichstätt, per l’esattezza dalla gentile Christiane che sta preparando un lavoro sul design milanese. Con grande piacere abbiamo risposto alle sue domande e ne abbiamo approfittato per lanciare una riflessione intra-ufficio sull’argomento. Non possiamo ora che ampliarla a voi. Queste sono le nostre (e mie in particolare) risposte alle prime 4 domande. Voi che ne pensate?

  • Che cosa ti viene in mente se pensi a Milano?

Senz’altro penso alla vitalità e alla bellezza, soprattutto il movimento delle persone, il loro gusto e la loro voglia di fare. Milano è una città coi piedi per terra, molto concreta e produttiva, ma al tempo stesso è fortemente italiana, quindi sa godere delle cose belle e l’estetica riesce a prendersi i suoi spazi e i suoi tempi. Se penso a Milano mi vengono in mente le passeggiate in Galleria, tra il Duomo e San Babila, quando scende la sera e le luci (compresa quella del megaschermo di Piazza del Duomo) illuminano il fiume di milanesi e turisti.

  • Descrivi e valuta la qualità della vita a Milano.

Vivere a Milano ha tutti i difetti di vivere in una grande città. Purtroppo l’aria non è pulita, i parcheggi non si trovano facilmente, il verde è carente in molte zone e soprattutto il trasporto pubblico non è efficiente. Tuttavia non ci si può lamentare troppo: i servizi in generale ci sono, il divertimento serale è assicurato, la maggior parte della città è ordinata e pulita, almeno confrontata con altre situazioni italiane. Poi dipende molto dai quartieri: io ho insistito per trovare un appartamento in Zona Tortona, che è un quartiere storico ma in via di rinnovamento, molto attivo, giovanile e vivibile.

  • Che cosa intendi per design e quali funzioni adempie?

Per mia formazione, sono sempre stato propenso a considerare il design più dal punto di vista funzionale che non estetico. Un buon design rende il prodotto facile da usare, senza rinunciare alla sua attrattività estetica. È chiaro che il design è l’incontro di diverse necessità (di uso, di apparenza e di marketing) ed è il compromesso che di solito genera le soluzioni più efficaci. La creatività è senz’altro la scintilla, ma il lavoro del designer è quello di individuare i vincoli e trovare la soluzione di compromesso ideale per la specifica situazione.

  • Esiste secondo te un design milanese? Se sì, potresti descrivermelo? Se no, perché?

Onestamente non saprei dirlo, perché la città è molto connessa con altre realtà e si può dire che i designer che lavorano a Milano, solo in piccola parte sono milanesi, e per la maggior parte portano le loro esperienze, incrociandole con quelle di altri che a loro volta spesso non sono così radicati nella città. Insomma, ciò che caratterizza il design milanese è probabilmente più la sua aura modaiola, la voglia di svettare in bellezza e senso estetico, producendo oggetti e stili molto patinati ma anche coinvolgenti, diciamo molto lussuosi ma con un tocco umano che è un po’ la peculiarità italiana.

A proposito di design e Salone del Mobile, vi aspettiamo tra il 14 e il 19 aprile per gli eventi di Zona Tortona e Fuorisalone! Tra le altre cose, stiamo organizzando qualcosa di carino per sabato pomeriggio (il 17) insieme agli amici di GiovaMi, ma ve lo annunceremo tra qualche giorno, insieme alla seconda parte di questa intervista.

Intanto diteci la vostra nei commenti! :)

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