Ci si aspettava un po’ più di spinta innovativa da questa conferenza, che però da una parte fissa alcuni concetti di base del Web 2.0 ad uso e consumo degli europei (che sono visti generalmente abbastanza indietro dagli States). Kathy Sierra e Jesse James Garrett sono stati fino ad ora i keynote più interessanti, da cui è emersa chiaramente la dimensione umana del Web2.0: Kathy ha messo l’attenzione sui rapporti fisici tra persone, e tra persone e oggetti; Jesse James, ha proseguito su un percorso simile: “Products are people, too”, e per questo le nostre reazioni verso i prodotti sono le stesse che abbiamo verso le persone.
Tra le session, alcune tra le più notevoli: abbiamo imparato qualcosa in più su Google OpenSocial e gli sviluppi che potrebbe avere per i social network esistenti e quelli futuri; sul design e lo sviluppo di Dopplr, e la loro struttura tecnologica; avvocati spaventevoli (ma non troppo, in realtà) ci hanno parlato del framework legale che in Europa regola (?) il mondo delle community che ospitano contenuti UGC (liability, anyone?); e non è ancora finita.
Italiani siamo tanti e attivi: mentre scrivo Luca Conti sta partecipando ad un panel sull’influenza di Internet sui media della carta stampata. Migliaia di foto sono già su Flickr. I twit si sprecano (in particolare qui, qui e qui). Dalla Porta di Brandeburgo è tutto per ora, tschüss!
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