Su segnalazione di Emanuele Quintarelli mi trovo oggi all’IA Summit (Information Architecture Summit), alla sua seconda edizione italiana. Tra gli altri, interverranno Luca Mascaro e Alberto Mucignat, tra il pubblico invece Francesco Fullone e Matteo Balocco. Cercherò di fare live blogging, aggiornando questo post, almeno con le citazioni più importanti.
Ore 9:40: sono ancora in giro a cercar parcheggio, però è già un passo avanti! Di solito arrivo alle pause pranzo, qui quasi per colazione.
Quando entro (verso le 10) c’è un americano capellone (Eric Reiss) che se la sta prendendo con i siti innovativi (2.0 e fratelli) che non innovano una fava. Il concetto dell’intervento è: non è che cambiare significa innovare, se ci sono delle regole per la navigazione su sidebar e tu cerchi di rivoluzionarle, probabilmente stai sbagliando.
I due interventi che seguono sono il primo accademico, il secondo molto meno. Sulla modellizzazione presentata da Federica Longo (Federica, la prossima volta le slide me le fai più corte? Il paradosso tra IA e l’accademia era troppo evidente!) non mi pronuncio perché fondamentalmente non ho capito niente (complice anche il commercialista che mi ha telefonato nel mezzo del tutto e sono dovuto uscire). L’intervento di Cristiana Lavazza e Andrea Fiacchi invece è stato decisamente più informale, e forse anche troppo. Hanno provato a fare un’indagine sulla user experience di 10 natives e 10 immigrants, facendogli provare tre siti, Flickr, Twitter e Technorati. I dettagli su come si sia svolta la prova, quando, e come abbiano rilevato i dati sono oscuri, ma le loro conclusioni in sintesi sono che: è difficile capire a cosa serve e come si usa Twitter, Technorati fa un po’ schifo a tutti (anche a me in realtà), Flickr invece è bello perché le foto sono una cosa figa da vedere.
Coffee break, e via con la filosofia. Nicola Guarino ci introduce ai concetti di ontologie e classificazioni, mostrando i diversi modi per stabilire e accertare relazioni tra termini, concetti e oggetti. Interessante come intervento introduttivo. Dopo Nicola, è il turno di Luca Mascaro che presenta il suo lavoro sull’interfaccia e la struttura delle informazioni di FaceTag. Spero di trovare la presentazione su Slideshare, perché l’analisi è interessante.
La pausa pranzo è come sempre foriera di calorie e chiacchiere. In questo caso oltre alle calorie c’era anche il calore, visto che faceva un caldo cane. Dopo pranzo (in ritardo, vista l’inerzia dei commensali me per primo), le cose sono tornate serie, anzi serissime, con Jess McMullin, che ha parlato di “value centered design”, dove vantaggio business-side e vantaggio human-side si incontrano per creare vero valore. Le slide (belle belle) saranno on-line, dixit, e noi attendiamo.
Si prepara Mucignat, ascolto e torno che parla di SEO e IA. Presenta un’interessante riflessione sul fatto che l’incontro di SEO, SEM, UI/UX è, secondo lui, la findability del contenuto. Il 90% delle ricerche sui motori di ricerca (vere homepage dei siti, cit. Weinberger) atterra su pagine secondarie, e non sulla homepage. L’homepage è morta? Forse no, ma è sicuramente meno importante di quanto si pensi. Ogni pagina è una pagina d’ingresso, una pagina di partenza, e va disegnata e organizzata in questo senso. I dati di analisi del traffico possono essere usati (tipo reverse engineering) per modificare e migliorare la struttura. Slides up shortly anche per lui.
Pausa lavoro, caffè, lavoro, prima di ascoltare Van Dijk. Dei “Fifteen Minute Papers” sono riuscito a sentire solo il primo, che ha scatenato un dibattito sul costo degli sviluppatori (“ma davvero li pagate solo 20 euro l’ora?”). Dopo i paper, Van Dijk: categories are cultural. Esempio, le automobili: un sito di automobili usate americane sarà pieno di prevalentemente di SUV, in Europa più utilitarie/sportcars. Altro esempio, i continenti: a seconda di dove nasci, i continenti possono essere 5, o 7. Il sistema decimale di Dewey è un altro esempio: Dewey ha diviso lo scibile in categorie identficate da un numero (es. 210: Natural Theology). Queste categorie sono usate in tutte le biblioteche del mondo, anche se oggi non sono più affidabili, ma non vengono cambiate per ragioni pratiche (troppo lavoro) ma soprattutto per ragioni culturali: oggi non si potrebbe così facilmente trovare una classificazione comune valida per tutte le culture. Quattro pattern è: categories are cultural, locales become mixed; la terza non ho fatto in tempo a scriverla!; global standards, local exceptions.
[...] messo online il materiale, per cui vedremo l’effetto che sortira’. [ intanto altre idee da parte di Antonio e di Paolo, sulla prima e seconda giornata [...]
Cavoli, eccolo chi era quel blogger seduto due sedie alla mia sinistra (a giudicare dall'angolo delle foto)!
Se quel (live)blogger aveva un MacBook con adesivo Creative Commons, allora sì, ero io
Solo una precisazione per quanto riguarda il mio intervento "che ha scatenato un dibattito sul costo degli sviluppatori (”ma davvero li pagate solo 20 euro l’ora?”)". Il commento che è stato fatto non era riferito a "lo paghi troppo poco" intendendo in realtà "vi fate pagare troppo poco", per cui me ne scuso)". Parole dell'autore del commento come potete leggere a questo link http://www.didoo.net/permalinks/iasummit2007_tran…
Mi dispiace che dal mio intervento si sia solo colto questo aspetto e non quello che anche con bassi budget, e sottolineo bassi non inadeguati, è possibile sviluppare un progetto in maniera rigorosa.
Dispiace a me se ho dato l'impressione di voler ridurre il tuo intervento a questo, la mia era un rapida annotazione di quella piccola polemica venuta dall'audience alle tue parole.
Ti ringrazio. Buon lavoro.
http://www.gizax.it/summit/ia-summit-2007/
[...Al summit hanno partecipato la bellissima cifra di 230 persone, tra cui moltissimi giovani, quindi già una vera soddisfazione per gli organizzatori. Segno questo che è una disciplina sulla quale si sta formando una nuova generazione di architetti del web...]
e posso dire, io c'ero
Ciao Daniele
[...] Langhe. Gnammi. Ah, e prima ancora siamo stati da Chris Anderson, a Milano, e a Trento per l’IASummit, e a Monza da Cisco, per parlare di Silicon [...]