Milano città del design (seconda parte dell’intervista)

È finalmente iniziato l’attesissimo Salone del Mobile a Milano, e noi ce lo godiamo alla grande dal nostro osservatorio privilegiato in Zona Tortona. Gli espositori sparsi per il quartiere sono davvero tanti e, per quanto abbiamo visto nelle nostre peregrinazioni di pausa pranzo, di alta qualità. Ci sembra quindi il momento giusto per pubblicare la seconda parte dell’intervista a cui abbiamo risposto per l’Università di Eichstätt (la prima è qui). In questa parte si parla più in generale di Milano come possibile capitale del design e come ambiente produttivo per i professionisti del settore. Voi che ne pensate? Dite la vostra nei commenti :)

A chi non avesse ancora ricevuto l’invito per il nostro workshop Loyalty 3.0, ricordiamo che è in programma sabato 17 alle 17:00 nei nostri uffici in Via Voghera 14. Si parlerà di programmi di fidelizzazione attraverso social network e non solo. L’ingresso è libero e ovviamente si mangerà benissimo (e si berranno vini Rivetto). Date la vostra adesione via Facebook se volete partecipare!

  • Quali criteri deve avere una città per essere considerata capitale del design?

Molte, e non è facile mantenere lo status a lungo. Diciamo che conta di più la percezione che il settore ha delle città, di conseguenza gli elementi sono spesso difficili da governare. Se pensi a una capitale del design, pensi immediatamente agli eventi, alle fiere, alla convergenza di persone e di idee in un luogo geografico, ma queste sono solo prodotti di una struttura più complessa. In generale ricordiamo che ogni città è una marca, quindi deve essere gestita, mantenuta e promossa come tale: ogni aspetto visibile conta, ogni esperienza degli utilizzatori ne influenza la reputazione e il suo carattere va formato nel tempo. Non dimentichiamoci l’importanza della storia, a questo proposito: una città che aspira a essere una capitale del design deve trarre dalla storia delle sue evoluzioni, dimostrazione continuativa delle qualità e dei talenti. Poi naturalmente deve essere in grado di accogliere, sia le idee che le persone. Deve tenere le orecchie aperte in cerca dell’innovazione (che è forzatamente globale) e saperle sviluppare con un sistema di business efficiente per le imprese, non burocratico, non lento. Deve riuscire a organizzare e accogliere le persone fisicamente, con una logistica infallibile, complessi fieristici, trasporti pubblici, strutture dedicate, e naturalmente eventi. Ma più di tutto, il marketing. La città-brand va sviluppata e promossa con coscienza e coerenza, le voci ufficiali devono parlare in modo orchestrato e bisogna coordinare gli sforzi per puntare a uno specifico obiettivo alla volta, differenziandosi dagli altri e focalizzando sulle proprie qualità specifiche. È la percezione che conta.

  • Quali di questi criteri sono presenti a Milano?

Non troppi purtroppo. Certamente non mancano le qualità, anche peculiari, l’allure storico e in generale una percezione positiva da parte specialmente dei nuovi mercati. Ma tutto ciò è sempre stato lasciato un po’ allo sbaraglio, nel senso che le tante prove di coordinazione di un “made in Italy” (nel campo del design, ma anche nel turismo, nella tecnologia, ecc.) non si sono rivelate efficaci. Dall’altra parte, il sistema fieristico funziona invece molto bene, anche grazie al nuovo polo di Rho. E iniziative come il Salone del Mobile e tutti gli eventi ad esso legati, continuano a essere punti di riferimento importanti per la comunità del design.

Purtroppo non mancano i problemi logistici, il nostro aeroporto sta perdendo rilevanza (e rotte) in favore di Roma Fiumicino, i servizi di trasporto pubblico non sono efficienti, e diciamo che in generale ci manca la spinta, l’iniziativa, che c’era invece qualche anno fa. Ma come ti dicevo, penso che con uno sforzo di “branding”, cioè di coesione identitaria, comunitaria e sentita dalle persone, si possa risvegliare una potenzialità enorme e in questi anni un po’ trascurata.

  • Quali vantaggi e svantaggi offre Milano per designer?

Contatti internazionali con il mondo degli addetti ai lavori e soprattutto del mercato che viene a Milano ad acquistare i prodotti e partecipare agli eventi; una posizione centrale rispetto ad alcuni assi importanti dell’Europa meridionale; scuole e strutture di formazione di altissimo livello; uno spirito che sa mescolare creatività ed efficienza in un equilibrio che nella mia opinione è il più desiderabile per un designer!

Svantaggi: alto costo della vita, poca disponibilità di appartamenti, trasporti scomodi, concorrenza agguerrita nel mercato del lavoro.

  • Ci sono quartieri del design a Milano? Se sí, come sono (l’ambiente sociale, collaboratori, ecc.), dove sono e perché sono situate in quelle zone? Se no, perché?

Ci sono diversi quartieri specializzati a varie zone del design. Ovviamente bisogna partire dal centro (Monte Napoleone, Via della Spiga), dove si trovano i negozi di alto livello, soprattutto di moda. Poi due ottime zone specificamente per il design sono le emergenti Zona Tortona a sud e ultimamente anche la Zona Bovisa a nord, in cui si sta sviluppando un ambiente creativo molto importante, che ospita già grandi marchi e grandi studi. Infine, è da tenere d’occhio il quartiere Porta Nuova / Isola, in rapida espansione anche in vista dell’Expo2015.

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