Gomorra – Know hope

Scritto il 2 Commenti

Gomorra. Un film che quando esci dici: “cioè sono passate solo due ore?”
Credo sia importante vederlo, non tanto per imparare a temere la camorra, ma per conoscere, visualizzare, incazzarsi, razionalizzare e poi non avere più un briciolo di paura (e magari entrare con l’esercito).

Non che serva a granché l’esercito. Falcone diceva che il problema  non è un gruppo armato che terrorizza la popolazione, ma un sistema autoalimentato che coinvolge famiglie, garzoni e commercianti, e che fornisce benefici, protezioni e opportunità, come un sotto-stato retrogrado e violento.

Tutto ciò ricorda in parte la situazione di Gaza con Hamas, di Giudea e Samaria con Fath e del Libano con Hezbollah. Quando, al winebar di Missori, cercavo di descrivere la mafia all’amica libanese Surrayah, la cosa più cruciale è stato farle capire che la mafia in Italia è illegale, non poteva essere rappresentata in Parlamento (come invece Hezbollah è, nel suo paese). Ecco quindi una prima assurda visione: portare il sottosistema allo scoperto, permettergli di proporre leggi, di distruggere il proprio territorio, di commercializzare droga, di cambiare forma ed entrare in Parlamento sotto un simbolo riconosciuto, e di far scegliere agli abitanti, più o meno democraticamente, se preferiscono essere governati dalla mafia o dall’Italia.

Questa impostazione surreale, detto tra parentesi, non è molto surreale in Libano. La priorità di Hezbollah non è monetaria, è vero (hanno chi li aiuta), ma l’accaparramento di armi, la caccia all’ebreo e l’imposizione di regole islamiche, non sembrano attività più “legali” dello spaccio di droga. Il Libano comunque non ha esattamente prosperato in seguito a questa scelta.

Seguendo il ragionamento, un’altra svolta potrebbe il disengagement, cioè far sì che lo Stato si ritiri dai territori su cui non riesce a esercitare sovranità. Può essere una sorta di sconfitta o anche una semplice scelta strategica, sempre con l’obiettivo di rendere più visibili le attività che i nostri valori considerano illecite. Costringeremmo tutti a scegliere tra bene e male, due sistemi qualitativamente diversi ma sostanzialmente simili. È quanto accade a Gaza, e non funziona perché è un sistema in cui l’individuo è annichilito e non è spinto a migliorarsi per migliorare la collettività.

Le speranze si possono quindi riporre in una competizione virtuosa di Stato contro SottoStato. Qualcosa di simile a ciò che ha fatto il capitalismo contro il comunismo. La società italiana ed europea deve dimostrare di essere molto migliore del sistema brigantistico e parassitico della mafia. Non solo per vincere un confronto, ma anche per togliere alla mafia le ragioni di esistere.

yo, homeless dude - know hope!La società del Bene deve smettere di drogarsi, deve funzionare burocraticamente, deve fiorire economicamente, in modo che le fabbriche non siano attratte dalle possibili scorciatoie (tipo lo smaltimento dei rifiuti o gli appalti truccati ecc.) Deve anche aiutare chi ne ha bisogno, naturalmente, con un adeguato sistema di controllo dei finanziamenti e, nel tempo, di responsabilizzazione di ognuno.

Se dietro la mafia non c’è ideologia, ma solo interesse, ricerca di denaro e di potere, allora non c’è nessuna guerra da combattere. Basterà saper distinguere tra i bene e il male, garantire per quanto possibile la sicurezza, e fare alla fine un’offerta migliore.

Ad ogni modo, andate a vedere Gomorra!

Creative Commons License photo credit: miss pupik

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  • matteo

    non mi ricordo bene come sono arrivato qui, ma mi piaceva l'argomento del post per cui vorrei dire due parole.
    Quello che tu definisci SottoStato è in realtà la reale "organizzazione" che governa un territorio in cui non è presente alcuna forma di Stato.
    La camorra è business, in una mano ha la pistola e nell'altra il pane.
    Lo Stato semplicemente "non è", e da queste parti non offre nè pane, nè sicurezza.

  • http://www.digitalnatives.it/about/giorgio-montersino/ Giorgio Montersino

    Ciao matteo, grazie per il commento!
    In effetti quello che dici continua a collegare il tema con ciò che fanno i gruppi terroristici in medio oriente.
    Ora forse sarebbe il caso di pensare tutti insieme a una soluzione :)