Vento di novità sui social network: la tendenza è cominciata da MySpace, dove sempre più profili sono stati resi “private”, e solo dopo essere stati aggiunti come amici possono essere consultati. L’era delle blogrrrrrl sta finendo? Forse. Sono 10 giorni che non si sente parlare che di FaceBook, che cresce a ritmi notevoli (100mila utenti al giorno), che oggi ha un’interfaccia essenziale, ma che si prepara a cambiare, e ad attaccare MySpace & c. invitando sviluppatori di 65 aziende a darsi da fare per creare mash-up tra le loro piattaforme e FaceBook.
Qual è il valore per un utente di FaceBook? Il proprio network. Sono finite sciocchezze come “Tizio è nella tua rete estesa” (MySpace): ma chi lo conosce? E chi ce lo vuole nella mia rete estesa, uno così brutto? Il valore della propria rete diventa essenziale, i profili diventano tutti privati (a meno di volerli rendere pubblici cambiando le opzioni di privacy: bel cambiamento, eh?) e visibli solo a coloro che vengono specificamente autorizzati dall’utente. Le opzioni di privacy conquistano un menu proprio (e non si trovano più come opzioni del più generico “account” o “profile”), con una gestione dettagliatissima delle singole preferenze.
Il valore di queste differenze sembra essere molto alto (Yahoo aveva offerto 900 milioni di dollari per acquistare FaceBook: “no, grazie”), e in molti stanno a guardare quello che potrà capitare quando un buon numero di widget verranno sviluppati per FaceBook. In cuor mio, spero vivamente che sia la fine delle scritte glitterate, dei player mp3 invasivi, e dello sputtanamento dell’identità . In altre parole, la fine di MySpace per come lo conosciamo oggi.
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