Microsoft REMIX 07

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ALiveVoglio scrivere un post per prendere in giro la Microsoft e il suo Realizing Potential Congress Center Super Più Segrate. Posso?

No dài. Grazie mille a Microsoft, soprattutto per i bellissimi gadget che ci ha regalato oggi (un quadernetto, due penne – ok, una l’ho rubata -, una borsa, demo-cd della nuova suite Expression, una radiolina minuscola e un ventilatore che si illumina con la scritta REMIX 07 sulle pale) e per la bella atmosfera che abbiamo respirato nel RPCCSP Center di Segrate.

Ma veniamo alle cose serie: anche il pranzo era ottimo. Ravioli ricotta e spinaci, pasta pomodori e gamberi, vari dolci strani (cioccolato+marmellata, per dirne una) e soprattutto dei cannoli stratosferici. Però, ora mi spiace dirlo. Non per senso di colpa per il ventilatore, no, per quello sono grato ma posso superarlo. Mi spiace perché in fondo mi è sempre stata abbastanza simpatica la Microsoft, ma oggi, sotto tutti questi colori windopastello, sotto i berretti sfavillanti Windows, le polo nere Live.com e le trasparenze sfuocate di Vista, ciò che ho visto è stata l’angoscia delle parole che i berretti neri hanno pronunciato. L’angoscia, naturalmente, di una grandegrandissimamonopolistica azienda che si vede degradare a inseguitrice su tutti i campi, per mano di Google, Apple, Mozilla, Wikipedia, e adesso anche Adobe+Macromedia.

E ci tengono a dirlo: siamo Live. Sì sì, sono ancora vivi, patinati e sfavillanti, posso assicurarlo. Poltrone comode, aria condizionata, alberi, terrazze legnose, decine di camerieri. E una lunghissima ed estenuante e angosciosa successione di “Wow!” con le lacrime agli occhi, a presentare prodotti che altri hanno già tirato fuori mesi o anni fa. O decenni.

Inizamo dal peggio? MSN, forse il più spettacolare successo dei figli di Bill. Con Windows Vista, l’MSN-Developing-Team sta attivando due cose incredibili: le activity e gli agents. Le activity sono tipo i giochini di MSN, navigazioni in internet multi-user ecc. Gli agents sono intelligenze artificiali che assomigliano a contatti MSN. Per esempio a Encarta (Encarta.) puoi chiedere quanti abitanti ha Milano? Se Encarta non lo sa (non lo sa.) ti propone un’activity. Insomma ti apre Explorer e te lo vai a cercare. Grande. E puoi anche vedere la bandiera italiana e sentire l’inno di Mameli (midi.) Figata. -.-
L’SDK per sviluppare questi agent, tanto per provare a fare qualcosa di più furbo? No. Non è pubblico. Ah ok. E quanti abitanti ha Milano? Guardiamo su Wikipedia, va’.

Poi: stanno uscendo dei widget per Vista. Tecnologia incredibile, prendono un feed RSS e lo mettono sul desktop di Vista. Ah-ah. La grafica la fa il K Group, gli speaker erano il Gatto e la Volpe. Un nerd con cappellino e un Amministratore Delegato faidatè con tanto di giacca e cravatta. I gadget (qui si chiamano così) sono tantissimi e si compilano con grande facilità . Sono… nove. Come nove? Eh, l’SDK per svilupparli? No be’, il K Group ha la piattaforma (cit.) Fatto lo scontrino?

Fortunatamente la depressione lascia spazio alla speranza quando arrivano gli speaker stranieri. Paul Dawson presenta un software che facilita la lettura di testi su monitor, cross-platform, personalizzabile, si chiama E-Reader e lo utilizza il Daily Mail (che ho scoperto essere il quotidiano più diffuso del mondo, molto più del NYT). I testi degli articoli si distribuiscono sulle pagine in base alla grandezza del carattere, la dimensione dello schermo ecc. mantenendo intatta l’impaginazione senza barre di scorrimento. La ricerca per parole chiave dà come risultato una sorta di zoom-cloud con gli articoli ordinati per rilevanza, navigabile anche sotto forma di concept-map a forma di bomba a frammentazione, seguendo percorsi relativi alle tag degli articoli. Mostruoso il meccanismo che ridimensiona anche i banner pubblicitari e ne adatta il contenuto (spostando, mettendo e togliendo oggetti) alle proporzioni dell’area. Solo che non ci ha spiegato come hanno fatto a farlo.

Note positive anche da Silverlight, che nonostante il logo quantomeno nebuloso, mi è piaciuto un sacco. Certo, potevano farlo con un po’ di nomi in meno, però finalmente c’è¨ qualcosa che contrasterà Flash. E a qualche azienda dovranno pur venderlo, quindi il nome da supereroe (con i colpi di sole Apple) cizza di brutto. E devo dire che mi è piaciuto più di Flash, perché finalmente esiste una pagina di codice (javascript, oltretutto) che puoi modificare da capo a piedi, comprese le coordinate dei vettori, i colori e naturalmente le azioni. Al diavolo l’ActionScript nascosto nei keyframe vuoti! Il resto è come Flash, ma con lo sfondo nero.

Lode anche all’ultimo ganzo che ha presentato vestito tutto marchiato Sun/Java, perché la sua valigia da Las Vegas l’hanno mandata a Londra invece che a Milano. Fortuna che il powerpoint lo aveva dietro. E mentre spiegava come si fa un mini-youtube con AJAX, ha tirato fuori un dato interessante: l’80% dei bytes inviati dai video-server non vengono visualizzati. Poi forse anche la sua mente era finita a Londra e ha proposto di limitare il download ad un buffer minimo, quando la velocità supera i 700kB/s, ma magari tra 10 anni servirà davvero.

Maps LiveUn briciolo di compassione, invece, al poveraccio della keynote (che non so chi fosse), che, con quella nuance da complesso d’inferiorità , ha osato citare Google Maps per dimostrare che Maps Live è più bello. Non ha i palazzi 3d, però ha la bird-eye view. Tonnellate di fotografie scattate da aerei Microsoft sulle città più importanti del mondo (pausa: video promozionale dove si vedono solo occhi e disegni del pianeta terra, fotografie degli aerei). Bello. Chissà cos’avrà detto quando sarà arrivato a casa e il feed di GoogleItaliaBlog lo avrà informato che Google ha lanciato Street View, che ti fa passeggiare per la città con una serie infinita di fotografie a 360° (una ad ogni incrocio). Senza neanche un aereo, tutto a piedi.

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