SLNN riporta la notizia che una società italiana, ha acquistato 30 sim su Second Life per il progetto “Italia Vera”, che si occuperà di ricostruire le città della penisola riproducendone l’aspetto reale. In attesa di conoscere qualcosa di più sul progetto, mi limito a commentare le affermazioni del portavoce, Carlo Biscaretti (già proprietario di Gruppognosys): “Italian firms will run to us to have a space in our Italy”. Mi ricorda un po’ un progetto di cui si parlava nel XX secolo, quando qualcuno ipotizzava l’ottimo funzionamento di un sito internet che avrebbe raggruppato in un unico spazio la presenza su Internet di tutti i negozi di una via: così, ad esempio, tutti sarebbero accorsi su “Montenapoleone.com” per acquistare e disegnare la loro presenza su Internet (e la cosa non è andata proprio così). Continua Biscaretti spiegando che il loro scopo è quello di legare la presenza su SL a quella territoriale: il che darebbe certamente una risposta a chi, cercando il negozio di Prada su Second Life, non dovrebbe fare altro che recarsi in Galleria su Milano@SecondLife e raggiungerlo. Altre idee, che testimoniano in ogni caso la volontà di un approccio il più possibile dedicato a Second Life, sono quelle di organizzare tour guidati per le città italiane (attenti al diritto d’autore!) e realizzare programmi radiofonici ed eventi dedicati unicamente al metaverso.
Per come la vedo io, il progetto commerciale potrebbe avere un relativo successo immediato, data la necessità da parte di chi ancora non conosce Second Life di sperimentare il mezzo senza investire una quantità sproporzionata di risorse; sul medio termine invece, quando il codice del motore di Second Life verrà rilasciato e quando un maggior numero di persone, a tutti i livelli, capirà come relazionarsi con i metaversi, la necessità cognitiva di questo link territoriale diminuirà drasticamente e anzi si cercherà di rimanere più lontani possibili dal reale, per offrire un’esperienza realmente diversa, lasciando a progetti come Italia Vera il compito di portare su Second Life piccoli business che considereranno più conveniente affidare ad un terzo la gestione della propria presenza su Second Life, visto il costo operativo di mantenere risorse dedicate allo scopo. Il che, ancora una volta, mi ricorda davvero molto l’evoluzione di Internet fino ad oggi.
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