Che forma ha una vera preghiera? Rime, melodie, metriche, consistenza con il passato, la scelta delle parole giuste? O cristallizzate nella memoria di adolescenti che ricordano i lunedì pomeriggio all’oratorio. Ci sono le tre righe di Baricco, «Signore buon Dio / abbiate pazienza / son di nuovo io» (Oceano Mare), quasi insuperate finora, nel rappresentare un rapporto consapevole, praticamente razionale. Ma c’è un’altra pagina che mi ha scioccato, anzi commosso: l’incipit di Figli del limo di Queneau. Eccola:
«Cinque franchi, cento soldi, quelli che ti darò, proprio qui: cinque franchi dei miei che ho guadagnato con la mia frutta e verdura sant’Antonio da Padova, se quest’anno i parigini tornano come gli anni scorsi, con le auto e le