Posts Tagged ‘gente 1.0’

Mamme a bordo di elefanti (solo su Facebook!)

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cyberfriendTraduco e inoltro un passaggio da un articolo di Judi Gruen (Be my cyber-friend), che racconta la sua esperienza di mamma nel suo ingresso nel mondo dei social network, cioè il mondo in cui vivono i suoi figli. (La citazione è poco velata per mia madre: aggiungetela agli amici se la conoscete, per piacere.) È una testimonianza intelligente e simpatica e si collega ai nostri post precedenti, esemplificativo forse di una ricetta ironica sul come superare l’abisso tecno/generazionale che si sta creando in questi anni tra adulti e ragazzi.

Conoscere nuovi amici non è più facile come una volta. Nell’antichità, incontravi qualcuno al lavoro, a una festa, a una lezione, iniziavi una conversazione e voilà! Un’amicizia era

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Viaggi e web 2.0: chi ha paura di volare?

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barcamp room A poco sono valsi gli splendidi interventi di Maurizio Goetz e di Marco Camisani Calzolari al TravelCamp di Rimini. Gli agenti di viaggio hanno ancora una dannata paura di internet e specialmente del nuovo internet.
I linguaggi che si parlano sono molto differenti e non ci si capisce granché, il web è ancora un nemico e gli agenti, ahinoi, cercano ancora di difendere una struttura quasi decrepita. Parlando di XML e di standard di comunicazione tra tour operator e sistemi di agenzia, la signora in prima fila conferma che sì, a volte lei non riesce a leggere i PDF e la sua collega sì. Camisani e Goetz si guardano e tutti ridono.

Non è semplice (naturalmente) offrire soluzioni concrete e … leggi tutto e commenta »

Ecologia di aNobii

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Adoro aNobii, davvero, ma non riesco a capire una cosa: perché ogni volta che lo visito (circa 1 a settimana) mi trovo almeno 40 inviti a gruppi di ogni tipo? Chi si prende la briga di crearli, e soprattutto, perché mi invitano? Oltretutto, non c’è neanche un modo per rifiutare in blocco tutti gli inviti, il che rende il tutto davvero molesto. Grrrrr.… leggi tutto e commenta »

In via di estinzione

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Punto Informatico riporta che gli amministratori di Wikipedia provvederanno a rimuovere dall’enciclopedia collaborativa on-line, secondo le disposizioni della legge italiana, tutte le fotografie di opere di architettura moderna in Italia (cioè, quelle costruite a meno di 70 anni dalla morte dell’architetto). Questo perché le fotografie pubblicate su Wikipedia vengono rilasciate con licenza FDL, e quindi liberamente riproducibili e utilizzabili, cosa che va contro gli art. 2 e 13 della legge sul diritto d’autore, secondo la quale gli autori delle opere architettoniche sono gli unici autorizzati a riprodurle. Cominceremo ad arrestare eserciti di giapponesi.

La situazione legislativa (che pure Wikipedia fa benissimo a rispettare) è paradossale, la conseguenza ancora meglio: eliminiamo l’architettura italiana moderna da Wikipedia. Oscuriamoci. Estinguiamoci.… leggi tutto e commenta »

Scollamenti 2.0

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The Pollaio Per un piccolo studente di web e comunicazione la prospettiva era esaltante. Il convegno organizzato da Fiorello Cortiana (Condividi la conoscenza, venerdì scorso allo IULM) evocava alcune delle menti, dei nomi e dei brand più influenti del web. Invece è stata una profonda delusione, acuita dal confronto assolutamente impietoso con le meraviglie didattiche che abbiamo visto a Dubrovnik.
Non voglio essere sommario o approssimativo, ma adoro la generalizzazione, adoro la comunicazione e adoro la forma e il ritmo del web. E venerdì mattina, il pubblico dell’incontro è stato intrappolato in una macchina che è una declinazione della politica italiana: autoreferenziale, ipocrita e chiusa in sé stessa. … leggi tutto e commenta »

Gettare la spugna

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Centoventisette commenti (e cresceranno) se li merita tutti, e un link grosso come una casa. Vanz ci parla del nostro rapporto con l’innovazione e di come arriva un momento in cui bisogna gettare la spugna.

Ma il mondo non si ferma, l’unica cosa che succede è che siamo noi a un certo punto a gettare la spugna. E abbiamo il diritto di farlo, ma se vogliamo essere onesti dobbiamo dire “ho gettato la spugna”, non “queste robe nuove sono tutte cazzate”.

Leggendo i commenti e le reazioni, pare proprio che abbia colpito nel vivo. Ebbravo Vanz.… leggi tutto e commenta »

re: Larry Lessig in the lion's den

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UPDATE: Lessig ha risposto in lista (chiedendo che la risposta rimanesse all’interno della lista). Subscribe.

Sulla lista di discussione di iCommons si parla da un paio di giorni di un articolo comparso su TheRegister, a firma di Andrew Orlowski, già relativamente famoso per aver criticato un po’ tutti.
In ogni caso. Se avete un po’ a cuore le sorti dei contenuti che circolano su Internet, leggetelo, e mettetevi insieme a me le mani nei capelli.

Le argomentazioni espresse dall’autore sono semplicemente insostenibili con fatti concreti. Orlowski (e quindi Brett, citato più volte, interlocutore diretto di Lessig durante l’incontro) dice: ci sono persone all’interno (o vicine) al movimento di Creative Commons che pensano e dicono cose. Cose … leggi tutto e commenta »

Milano, Cow Parade e Champions League

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Lo scempio delle mucche (Roby Bettolini per il Corriere della Sera)Sono davvero incazzato nero. Ho appena saputo che ieri notte, durante i festeggiamenti per la vittoria del Milan, i civilissimi tifosi milanisti e milanesi hanno distrutto un buon numero di mucche della Cow Parade. Mostra rovinata completamente (non solo per noi, ma anche per le città che dovevano succedere a Milano), e 200.000 euro di danni. Siamo in Italia, e il Milan non pagherà i danni, né i tifosi, né nessun altro. Faccio male a sperare che succeda. Non so neanche se partirà lo scaricabarile che si concluderà con il solito “Noi tifosi non siamo incivili, sono solo pochi facinorosi, un piccolo gruppo, la maggior parte è brava gente che vuole godersi lo spettacolo del calcio”. Il Corriere nei … leggi tutto e commenta »

Sunday bloody sunday

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Vi racconto un paio di episodi episodio di gestione community che in teoria dovrei tenermi per me.

Domenica mattina post-discoteca, mezzogiorno, giaccio ancora in stato comatoso a letto. Vibra il telefono e lampeggia un numero di Milano. Se è di Milano può solo essere l’università o un venditore di Bibbie. Invece è l’ufficio:

- Ciao, sono Alfredo. Scusa se ti chiamo a quest’ora di domenica, ma abbiamo un problema.
- Ciao Alfredo, figurati, dimmi.
- Dobbiamo far iscrivere alla community due persone famose, ma non troviamo il link registrati.

E può sembrare che io adesso me la prenda con Alfredo e con la sua pochezza di spirito, ma invece no, perché il povero Alfredo non c’entra nulla. E’ proprio … leggi tutto e commenta »