Posts Tagged ‘israele’

Oscar Oscar (go Beaufort)

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beaufortFinalmente un’altra nottata nel salotto di casa, seduto sul tappeto con una fornitura di CocaCola e merendine. E naturalmente il portatile e SKY Cinema (più probabilmente E!Entertainment). La notte degli Oscar inizia tra due ore e io non vi ho ancora detto che Beaufort è un gran film!

È ufficiale: faccio il tifo per Beaufort nella categoria film stranieri. No, non ho visto gli altri, quindi sono così pregiudizievole. Ma non me ne frega niente.

Insomma? Parla del ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano, nel 2000. … leggi tutto e commenta »

Cosa fare da grande?

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Quando vedo certi dati, a volte mi viene da pensare di avere sbagliato tutto nella vita. Potevo fare il dittatore invece che il disegnatore di community!

Il blog di Ahmadinejad è interessantissimo, specialmente il post in cui suggerisce ai suoi colleghi dittatori islamici le linee guida (derivanti dai Testi Sacri) per governare uno Stato. Un maestro d’eccezione, i cui chilometrici articoli iniziano tutti con “In the Name of Almighty God, the All-Knowing, the Most Lovingly Compassionate“. Però voglio dire, almeno lui ce l’ha un blog, noi non abbiamo neanche un governo.

In realtà lo ammiro per come riesce a porsi. A 60 Minutes ha spiegato con razionalità occidentale e con grande intelligenza una serie di idee perfettamente … leggi tutto e commenta »

Amira Hass a Ferrara: tutti per uno e uno contro tutti

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Fcuk the rapists «Grazie per tutto, Giorgio», «grazie a te, Yuval. E oh, chazak amenu». Sii forte. E ce n’è bisogno.

La conferenza di Amira Hass al festival di Internazionale, a Ferrara, è stata per me un’esperienza piuttosto traumatica, ma per lui molto di più. Sia Amira che Yuval sono israeliani, cioè ebrei nati in Israele. Amira lavora come giornalista per Ha’aretz, un importante quotidiano sinistroide di Israele, mentre Yuval è un giovane studente di medicina, a Ferrara da due anni, figlio di due israeliani strenui amanti dell’Italia.

Per entrare ad assistere allo spettacolo di Amira, mi presento con più di un’ora di anticipo e lotto con le unghie per riuscire ad ottenere un (inutile) apparecchio traduttore. Tutti gli appuntamenti sono ad … leggi tutto e commenta »

Tel Aviv siamo noi

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L’altra sera (domenica) mi aggiravo con Elizabeth (è una macchina) per i vicoli del centro e il mio problema principale era trovare parcheggio. Incredibile a dirsi ero in anticipo di 15 minuti sull’appuntamento che avevo per ritirare i biglietti.
Lo spettacolo in programma è “La guerra che non si può vincere” (Death As a Way of Life), adattamento teatrale di Eugenio de’ Giorgi di una raccolta di articoli di Grossman sul conflitto israelo-palestinese.

Imbocco la via del teatro (larga poco più di una macchina) e la trovo intasata dalla Polizia. E che cavolo sarà successo. Quando passo vicino mi assale il dubbio che tutta quell’armeria sia lì per me, cioè per lo spettacolo di stasera. Poi … leggi tutto e commenta »

Suspicious

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Israeli police Mentre cerco (involontariamente) di attirare a me una visita dell’anti-terrorismo visitando siti pop israeliani e seguendo i collegamenti di Daniela (per esempio il Council on Foreign Relations o la domanda di ammissione nel Mossad), il mondo comincia a configurarmisi davanti agli occhi come una bomba a orologeria.
Nel senso che se l’Iran non interrompe l’arricchimento dell’uranio, bisogna fermarlo in qualche modo. E se non lo fanno gli USA dovremo pensarci noi, dicono ragazzine israeliane che girano per Tel Aviv con un M16 a tracolla.

Come insegna Jonfen, ogni cosa è illuminata dalla storia, e se riesci a vederla è come avere 4 occhi. Se poi la storia te la giocano sotto gli occhi, è inquietante e bellissimo, e … leggi tutto e commenta »